PUNTI DI PRIMO INTERVENTO... SINDACO MITRANO ANDIAMO FINO IN FONDO!
(Gaeta 18 settembre 2018)

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Abbiamo assistito in queste settimane alle giravolte del direttore generale di Asl Latina circa la chiusura dei punti di primo intervento. Con insistenza ed in varie sedi il direttore generale ha dichiarato che l’indirizzo dell’Asl non è di chiuderli ma di trasformarli, poco importando – sembra di capire – se luoghi che costituivano un tempo porte di accesso per ospedali, si ridurranno – se va bene – a mere postazioni ambulatoriali con un’ambulanza pronta a correre al pronto soccorso più vicino. Tutto questo ovviamente mentre il dm 70/2015, emesso dall’allora ministro Beatrice Lorenzin, la cui compagine di appartenenza era fida alleata del governo a guida Partito Democratico e la decisione della regione di darvi seguito (Decreto del Commissario ad Acta 5 luglio 2017, n. U00257), continua a spiegare i suoi effetti.

La smentita però al direttore generale arriva direttamente dall’assessore regionale alla sanità D’Amato che chiede all’attuale Ministro alla Sanità Giulia Grillo di concedere una proroga alla chiusura dei punti di primo intervento, ammettendo così, una volta per tutte, che l’intenzione della Regione Lazio a guida di Nicola Zingaretti, prima che il Movimento 5 stelle portasse sotto i riflettori l’intera vicenda, con visite mirate dei suoi portavoce presso le strutture sanitarie e con audizioni presso la commissione regionale sanità, era di chiudere.

La parola d’ordine diventa ora “non chiudere più” in vista di un potenziamento.

D’amato dimentica però che tra i “padri nobili” del decreto ministeriale, oltre al ministro di centro sinistra c’era proprio il “suo” governatore Zingaretti. In merito alla soppressione ed ai nuovi criteri, il documento non fa altro che recepire l’intesa con la conferenza regioni di cui uno dei principali promotori fu proprio il candidato alla segreteria nazionale del PD.

Per chi non l’avesse (incolpevolmente) letto, il dm/70 recepisce e riproduce pedissequamente i seguenti passaggi della conferenza Stato – Regioni (Rep. Csr n. 98 del 5 agosto 2014) così come registrata il 13/01/2015 rep. 198/csr:

“Esclusivamente a seguito della riconversione dell'attività di un ospedale per acuti in un ospedale per la postacuzie oppure in una struttura territoriale, potrebbe rendersi necessario prevedere, per un periodo di tempo limitato, il mantenimento nella località interessata di un Punto di Primo Intervento, operativo nelle 12 ore diurne e presidiato dal sistema 118 nelle ore notturne. Qualora gli accessi superino le 6.000 unità anno la responsabilità clinica e organizzativa ricade sul DEA. di riferimento, che potrà avvalersi di risorse specialistiche, con adeguata formazione, presenti nella struttura. La funzione dei Punti di Primo Intervento è la trasformazione in postazione medicalizzata del 118 entro un arco temporale predefinito, implementando l’attività territoriale al fine di trasferire al sistema dell'assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento ospedaliero secondo protocolli di appropriatezza condivisi tra 118, DEA, hub o spoke di riferimento e Distretto, mantenendo rigorosamente separata la funzione di urgenza da quella dell'assistenza primaria. Nei punti di primo intervento non è prevista l'osservazione breve del paziente. Punti di Primo Intervento con casistica inferiore ai 6.000 passaggi annui sono direttamente affidati al 118 come postazione territoriale. Possono essere organizzati Punti di Primo Intervento anche per esigenze temporanee ed in occasione di manifestazioni di massa, gestiti funzionalmente e organizzativamente dal sistema 118. Nella fase di transizione verso la gestione del 118, la loro funzione per le urgenze si limita unicamente ad ambienti e dotazioni tecnologiche atte al trattamento delle urgenze minori e ad una prima stabilizzazione del paziente ad alta complessità, al fine di consentirne il trasporto nel pronto soccorso più appropriato”.

Del resto le decisioni del ministro sono regolate dalla sentenza 134/2006 della corte costituzionale, in base alla quale il dm 70 emesso dalla Lorenzin, deve sottostare in maniera vincolante alla “previa intesa” raggiunta con la conferenza Stato – Regioni, non essendo sufficiente il solo parere.

Nel Lazio, come già ricordato dai portavoce del comitato del M5s, si è già ottenuto un provvedimento di disapplicazione del dm 70 attraverso un ricorso alla giustizia amministrativa. In Veneto sono andati oltre. Recentemente il governatore Zaia ha inaugurato personalmente un punto di primo intervento. Il modello Veneto prevede una notevole densità di punti di primo intervento lungo la fascia costiera, compresi punti sotto le 6.000 unità. Nessuno li ha messi in discussione.

Il sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano attraverso un comunicato ribadisce che si schiera a favore del mantenimento del ppi avendo votato una delibera insieme alle forze di opposizione in tal senso, ma, invece di rivolgersi al duo Casati – Zingaretti invoca l’operato di una fantomatica conferenza dei sindaci provinciali. Curiosamente però Mitrano è smentito proprio dall’ordine dei Medici provinciali che riferisce – facendo riferimento ad un articolo apparso sul quotidiano “Il Messaggero” – come precedentemente la conferenza dei sindaci “distratti” si sia espressa sul nuovo assetto. “Va ricordato – si legge nell’articolo – che si tratta di un decreto ministeriale e che i diversi “passaggi” sono stati fatti in conferenza dei sindaci”.

Quindi Mitrano ed i suoi colleghi vadano fino in fondo e chiedano di riconvocare la conferenza Stato – Regioni affinché il presidente Zingaretti torni sui suoi passi e disconosca una volta per tutte in maniera trasparente ciò che ha già approvato in danno ai cittadini del Lazio. Parlare di potenziamento ed addossare al ministro la modifica del decreto senza cambiare di fatto la volontà già espressa dalla Regione, è come nascondere il cadavere sotto il tappeto.

Invitiamo dunque i cittadini ed i sindaci del Sud Pontino a scendere compatti in piazza con indosso una maglietta bianca, senza loghi o simboli di partito, avendo a cuore solo la salute umana. 

La manifestazione di protesta si terrà in piazza XIX Maggio il prossimo 13 ottobre.

Gruppo Comunicazione Gaeta 5 Stelle

 

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